Piccolo manifesto di Disobbedienza Civile[1]

Nota di chiusura – La disobbedienza civile ai giorni nostri[2]

Come suggerisce il nome, la disobbedienza civile consiste nel rifiuto di rispettare una legge che, secondo la propria intima convinzione, si ritiene ingiusta o illegittima.

In pratica, la disobbedienza civile si concretizza nella volontà di non rispettare un precetto di legge, nonostante questo sia valido e pienamente vincolante; i motivi del rifiuto non possono essere futili, ma devono provenire da una profonda convinzione dell’illegittimità della legge violata

La disobbedienza civile deve il suo nome al fatto che si traduce in una ribellione pacifica nei confronti di alcuni precetti dell’ordinamento giuridico: se l’opposizione si manifestasse in forma violenta, si avrebbe una vera e propria resistenza armata.

La disobbedienza civile, in quanto atto di ribellione proveniente da più persone nei confronti di una o più leggi ritenute in conflitto con i principi morali propri e dell’intera società, non è contemplata dal nostro ordinamento. In altre parole, a differenza dell’obiezione di coscienza, intesa quale rifiuto del singolo di obbedire ad una norma che contrasta con la propria morale, non esistono casi in cui essa sia legittimata; d’altronde, se lo fosse, non sarebbe più una vera disobbedienza.

Ciò non significa che non si registrino casi di disobbedienza civile, soprattutto nei confronti di norme ritenute antidemocratiche o, comunque, contrarie allo spirito di libertà e solidarietà proprio della Costituzione italiana. La disobbedienza civile, anche se non autorizzata, è sempre un fenomeno da non sottovalutare, in quanto è indice rivelatore di uno stato di disagio vissuto dai cittadini nei confronti della legge: la disobbedienza civile in qualche modo delegittima l’ordinamento giuridico, nella misura in cui una parte dei cittadini non si rispecchia nei principi di fondo della normativa contestata.


[1] Le parti in corsivo sono prese o liberamente adattate da E. Jünger, Trattato del ribelle, Adelphi, Milano, 1990 e H.D. Thoreau, Disobbedienza civile, Piano B Edizioni, Prato, 2011.

[2] Gli estratti che seguono sono presi da: https://www.laleggepertutti.it/274989_disobbedienza-civile-cose-e-quando-e-ammessa

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