Lo zelante conformista

Il conformista
È un uomo a tutto tondo che si muove
Senza consistenza il conformista
S’allena a scivolare dentro il mare della maggioranza
È un animale assai comune
Che vive di parole da conversazione

Di notte sogna e vengon fuori i sogni di altri sognatori
Il giorno esplode la sua festa
Che è stare in pace con il mondo
E farsi largo galleggiando il conformista

(Il conformista, G. Gaber)

Ci apprestiamo a presentare un documento che circola un po’su tutti i canali dal 27 marzo.

La presentazione, benché ci sembri di sparare sulla proverbiale croce rossa, è dovuta.

Il sig. Luca Mazzaro sindaco di Pagnacco, in provincia di Udine, è l’artefice di una simpatica – si fa per dire ovviamente –iniziativa che palesa la sua sensibilità pedagogica e il grande acume nel campo della psicologia dello sviluppo: scrivendo al dirigente scolastico di un Istituto comprensivo del suo paese, il Mazzaro richiede

(…) un’immediata segnalazione nel caso lei o i suoi insegnanti veniate a conoscenza eventuali casi di compleanni, riunioni o di contatti tra studenti per fare i compiti assieme.

Ovvio, starete pensando che si tratti di uno scherzo, il Mazzaro sindaco di Pagnacco non ha nemmeno avuto la grazia di scrivere “…a conoscenza di eventuali…” sarà sicuramente una delle tante lettere fasulle che girano online. Almeno la correttezza grammaticale da un sindaco uno se la aspetterebbe, come minimo sindacale.

In effetti, è venuto il sospetto anche a me, allora sono andato a visitare la pagina Facebook del suddetto Mazzaro sindaco di Pagnacco per verificare con i miei occhi…

Eh niente, è tutto vero.

Peraltro lui stesso si meraviglia di come la sua umile e inequivocabile richiesta abbia potuto scatenare delle polemiche così furiose e cerca di giustificarsi arrampicandosi sul proverbiale specchio:

ci tengo a sottolineare che non ho chiesto alla dirigente e agli insegnanti di denunciare nessuno ma di segnalarmi assembramenti oppure contatti tra studenti per fare i compiti semplicemente per avere una tracciabilità e riuscire ad individuare potenziali focolai prima che diventino tali.

Purtroppo il Mazzaro sindaco di Pagnacco come la maggior parte dei pubblici impiegati e del paese intero è intriso di conformismo.

Il conformismo è quella strana malattia – molto più pericolosa del Covid, perché inguaribile – che si manifesta con sintomi chiari: elettroencefalogramma pressoché piatto, incapacità di analisi e contestualizzazione, abominio per qualsiasi osservazione non in linea con il telegiornale nazionale o con il quotidiano locale, refrattarietà totale al senso critico, amore smisurato per il senso civico, ripetizione a pappagallo di frasi sentite alla televisione o, più probabilmente, dal segretario del partito per cui si fa il tifo (perché ormai solo di tifo si può parlare, di contenuti in politica se ne fa volentieri a meno).

Il fenomeno, ahimè, non stupisce.

C’è un bel libello di Alberto Oliviero datato 1980 (Editori Riuniti) che si intitola “Come nasce un conformista”. Nel trattare sommariamente l’evoluzione dell’Istituzione scolastica, l’autore sottolinea:

Il sistema della disciplina che emerge nel Rinascimento diviene col tempo sempre più rigoroso e si basa sulla sorveglianza continua dei bambini e dei ragazzi (…) sulla delazione tra compagni per rompere la solidarietà del gruppo (…) (Grassetto mio NdA)

Siamo quindi tutti, ahinoi, con gradazioni diverse, dei conformisti, in quanto, ahinoi, tutti siamo dovuti andare a scuola e la scuola, ahinoi, tutto insegna, fuorché a pensare in maniera critica: la risposta giusta è solo una, si trova nel libro, di altre idee se ne fa volentieri a meno.

Per alcuni (una minoranza) di quelli che hanno avuto la fortuna di vederla da dentro (parlo di fortuna perché ho capito che si tratta di una gabbia da evitare per il bene dei bambini) come il sottoscritto, è palese che la scuola non insegni a ragionare o a pensare, ma solo a ripetere.

La dad ne è la prova concreta: didattica a distanza – non c’è pedagogia, ascolto, accompagnamento, condivisione, esempio, c’è solo didattica (lo dice la sigla stessa), il che si riduce ai seguenti passaggi: l’insegnante spiega quanto previsto dal programma (e anche qui ce ne sarebbe da dire) e assegna montagne di compiti, verifica se la lezione è stata imparata su una scala che va da 0 a 10 (ma tranquilli, non si boccia più nessuno), va avanti con il prossimo argomento sulla lista.

Il cuore pulsante della scuola è il programma, dei ragazzi non gliene frega niente a nessuno, lo testimonia il fatto che sono chiusi in casa da un anno.

Lo stesso Mazzaro sindaco di Pagnacco, nel medesimo documento per il dirigente scolastico in cui invitava alla delazione, applaude la modalità a distanza:

Peraltro i ragazzi utilizzano con scioltezza gli strumenti per fare la dad e li possono utilizzare anche per vedersi tra loro e fare i compiti assieme o per per socializzare.

Si badi bene che il “per” ripetuto due volte non è un mio errore, ma è nella lettera dello stesso Mazzaro sindaco di Pagnacco. Lui che decanta il mezzo tecnologico, ne resta vittima. Si potrà obiettare che semplicemente non ha riletto quello che ha scritto, il che sarebbe comunque da rimproverare, ma il Mazzaro sindaco di Pagnacco ha evidentemente problemi con quei mezzi che tanto celebra, infatti nel suo CV online (http://prototypo1.insiel.it/fileadmin/user_pagnacco/home/allegati/CV_LUCA_MAZZARO.pdf)  alla voce “Esperienza lavorativa attuale”, dopo averci detto che era responsabile di una filiale di un negozio di elettronica, leggiamo la seguente frase:

▪ Sostituire con le principali attività e responsabilità

Il sig. sindaco non ha nemmeno cancellato le voci preimpostate che si trovano nei dal fac-simile scaricati da internet!

Mi verrebbe da dire che prima di consigliare o lodare qualcosa, bisognerebbe almeno saperla usare. Ma il nostro paese è così, non è importante sapere, ma dire…qualunque cosa.

Se non fosse un’immane catastrofe ci si potrebbe ridere sopra.

Insomma, visto che i ragazzi sono bravi con il computer, eliminiamo la scuola, non faranno più l’amore perché saranno consolati dalla pornografia su internet, non sceglieranno più in base ai gusti cosa mettere o mangiare ma, in base alla profilazione online, faranno acquisti su Amazon, non vedranno i propri amici, tanto c’è facebook… e via discorrendo.

La cosa più raccapricciante è che ci saranno sicuramente persone che applaudiranno questa lodevole iniziativa: intimorire i ragazzi per evitare la socializzazione, cercare di evitare feste di compleanno a suon di delazioni…qualche genitore sarà certamente entusiasta che il proprio pargolo possa evitare la mondanità e cadere nella depressione che nell’ultimo anno ha colpito i giovani tra i quali sono in aumento tentativi di suicidio, consumo di ansiolitici e antidepressivi.

Altri genitori, invece, presumo che non ne saranno affatto contenti e, probabilmente, si limiteranno a vomitare il proprio malcontento tramite un post accalorato su facebook.

Niente più.

Resistenza 2.0.

Il problema resta sempre e solo uno: oggigiorno ci sono poche palle e troppi coglioni.

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