Paura e controllo – ovvero i neutri e la paura.

Quando abbiamo paura o siamo spaventati la prima cosa che ci ripetiamo, anche mentalmente, qualora fossimo soli, è: “mantieni il controllo”. Paura e controllo vanno a braccetto.

Mi ricordo di un indovinello che circolava quando ero ancora bambino e faceva così:

Una persona chiedeva: “di che colore è il latte?”

E l’altra persona rispondeva “bianco”.

Si andava avanti così per una decina di volte poi la domanda cambiava: “che cosa beve la mucca?”

La persona che aveva ripetuto per dieci volte “bianco”, avrebbe risposto – con una probabilità molto alta – “latte!”.

Su Il Tempo del 28 aprile ho letto un breve trafiletto che riportava di un intervento di Ilaria Capua che, in tv, sembra aver detto:

“Se domani i bambini diventeranno vittima di malattia questo non possiamo escluderlo e anzi credo che dovremo prepararci”.

A quel punto ho pensato che, mentre finora dovevo aver premura per i miei genitori e suoceri ora, che la tensione sembrava essere calata, avrei dovuto temere per mia figlia.

Mi è venuto allora in mente l’indovinello della mucca e del latte che rappresenta perfettamente ciò che in psicologia si euristica della diponibilità, che sarebbe quella tendenza a giudicare la frequenza o la probabilità di un evento in base a quanto facilmente vengono in mente esempi di tale evento.

La disponibilità fa poi il paio con l’accessibilità che rappresenta la misura oggettiva della rapidità con cui si ricorda qualcosa.

Il mio manuale di psicologia sociale mi dice: “Ad esempio, una notizia sui giornali può portare in primo piano il tema dell’eutanasia e suscitare discussioni pubbliche non solo sui giornali, ma anche fra gruppi di amici”.

Insomma, visto che la disponibilità e l’accessibilità condizionano il mio atteggiamento nei confronti di un determinato tema o evento, più se ne parla, più lo si tiene presente, più le persone ne saranno condizionate.

Prima rischiavano i nonni, adesso i nipoti. La cosa importante è mantenerci nella paura; la cosa importante è farci stare a casa a sfornare torte e pizze, pane e dolciumi vari, a fare video per le persone lontane e mostrare l’ultima ricetta che abbiamo provato.

Va bene così.

Non ci schieriamo e non protestiamo a meno che non si tratti di lievito fresco o secco, farina manitoba – peraltro introvabile – o doppio zero. Così ci hanno voluto e così ci siamo fatti ridurre. Siamo diventati neutri.

“I neutri sono ottimi servi. Non ci tengono tanto al rispetto degli altri, e in genere sono ottimi cuochi”. (K. Vonnegut – Il grande tiratore)

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